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Frode fiscale transnazionale aggravata dall’agevolazione mafiosa. Cinque arresti e sequestri per oltre 3 milioni di euro in territorio nazionale ed estero

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Nelle prime di giovedì militari del Comando Provinciale di Genova e del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) della Guardia di Finanza hanno eseguito due ordinanze di applicazione di misure cautelari personali e reali emesse dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Genova, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, nei confronti di 5 persone (Vetrano Salvatore, Bruno Anna e Castellani Mauro, destinatari del provvedimento coercitivo della custodia in carcere; Licata Giuseppe e Germano Sebastiana, destinatari di un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari), sottoposte ad indagini, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti e omesso versamento IVA, aggravati dalla transnazionalità.

Nei confronti di un indagato, VETRANO Salvatore, i predetti reati vengono altresì contestati con l’aggravante di avere commesso tali delitti al fine di agevolare l’associazione di stampo mafioso “Cosa Nostra”.
Dei 12 soggetti complessivamente indagati, sei sono accusati di aver costituito un’associazione per delinquere (art. 416 c.p.) finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, al riciclaggio, nonché al compimento di una vasta frode all’IVA.
In particolare, attraverso società con sede in Spagna, Portogallo e Italia, aventi quale amministratore di fatto e socio occulto VETRANO Salvatore, rivelatosi capo e promotore della associazione (già destinatario di una misura di prevenzione patrimoniale su proposta del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia di Roma che indicava Salvatore VETRANO come “collettore degli interessi mafiosi nel settore del commercio dei prodotti surgelati”, nel cui ambito, in un breve arco di tempo il medesimo aveva costituito numerose imprese, acquisendo in tal modo un consistente patrimonio) e quali amministratori e soci soggetti scelti dallo stesso VETRANO o da altri associati (disposti ad
assumere fittiziamente dette cariche e dette partecipazioni societarie), l'associazione consentiva (attraverso l'interposizione di numerosi prestanome) allo stesso VETRANO di partecipare a varie società, tutte collegate tra loro, e di gestire, nel periodo 2015-2021, un giro d'affari basato sull'importazione di prodotti ittici surgelati dalla Spagna e dal Portogallo all’Italia, nonché di porre in essere reiterate e gravi frodi IVA consistite nel trasferire illecitamente su “missing trader” (ditte cioè che omettevano il versamento dell’imposta applicata in fattura) il debito IVA nascente dalle transazioni e nel garantirsi, nel contempo, la possibilità di praticare prezzi al di sotto delle normali condizioni di mercato, con conseguente alterazione della libera concorrenza, nonché, infine, di reimpiegare il denaro provento delle fittizie intestazioni societarie e dei delitti di evasione nelle
società estere riconducibili a Salvatore VETRANO.

Le “frodi carosello” venivano realizzate dall'associazione attraverso:
società con sede in territorio iberico (PESCADOS Y MARISCOS ITALIANNA S.L., ATLASMIRANTE L.d.a., COLOSSATLANTICO UNIPESSOAL L.d.a., PESCADOS
AUSTRALIA PEREZ S.L., ALBATROSS DUNE UNIPESSOAL L.d.a.) destinate all'esportazione verso l'Italia di prodotti ittici surgelati;
ditte (cc.dd. “missing trader”) che omettevano il versamento dell’imposta applicata in fattura ai propri cessionari (i quali, per contro, detraevano i tributi corrisposti) con sede sul territorio nazionale (MONDOCARNE S.r.l., CARIBIAN PESCA S.r.l., PESCADO MEDITERRANEO S.r.l.s., MARIFISH S.r.l., SARDA FISH S.r.l., ITTICA MONZESE S.r.l., BLAU PESCA S.r.l., L.G. SURGELATI S.r.l.), costituite al solo scopo di effettuare solo formalmente le importazioni, rivendere i prodotti, accumulare e non versare ingenti debiti IVA, per poi scomparire nell'arco di un biennio o poco più;
entità (cc.dd. “buffer”) quali la DITTA INDIVIDUALE MAURO CASTELLANI e la LIGURIA SURGELATI S.r.l. realmente esistenti, destinate ad acquistare i prodotti formalmente importati dai “missing trader” e a rivenderli ai clienti finali.
L’associazione realizzava due tipologie di frode: nella prima i missing trader, mediante l'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, ponevano in essere fittizie operazioni di acquisto intra-UE (senza maturare alcun credito di 1VA per effetto del meccanismo del “reverse- charge”) e successive fittizie cessioni nazionali (con applicazione di aliquota IVA al 10% con la conseguente maturazione:
- di un debito IVA in capo al missing trader,
- di un credito IVA in capo al cliente finale, che senza l'interposizione avrebbe invece acquistato direttamente dal fornitore estero senza IVA, per effetto del citato reverse-charge e l'accumulo finale di un ingente debito di imposta, che non sarebbe mai stato pagato, in capo ai missing trader stessi.

In alternativa i buffer riconducibili all'associazione svolgevano il ruolo di “filtro”, acquistando formalmente i beni dai missing trader nazionali e cedendo, a loro volta, gli stessi beni ai clienti finali nazionali. In questo caso, l'artificioso e fraudolento credito IVA, non maturabile in caso di acquisto intracomunitario, andava a beneficio delle società-filtro (LIGURIA SURGELATI S.r.l., DITTA INDIVIDUALE MAURO CASTELLANI) che, in sede di liquidazione dell’IVA, lo avrebbero detratto dal debito derivante dalle cessioni oppure richiesto in pagamento all'Erario.

Nell’ambito del sodalizio, VETRANO è stato coadiuvato da:
- CASTELLANI Mauro, titolare dell’omonima ditta individuale nonché socio ed amministratore della LIGURIA SURGELATI S.r.l. di Genova, entrambe coinvolte nella frode fiscale con il ruolo di società-filtro (cd. “buffer”) che, tramite la LIGURIA SURGELATI S.a.s., ha trasferito all’estero denaro proveniente dalle “società cartiere” italiane impiegate nella frode;
- BRUNO Anna, moglie del VETRANO, la quale ha formalmente assunto per conto del coniuge la qualifica di socio e amministratore in varie società iberiche ed italiane gestite di fatto dal predetto;
- GERMANO Sebastiana, residente a Siracusa, titolare di cariche formali all’interno di società cartiere costituite in Italia, nonché referente del VETRANO per la gestione dei clienti nazionali, in particolare quelli siciliani;
- LICATA Giuseppe, originario di Palermo, che per conto di VETRANO gestiva la riscossione dei pagamenti da parte della clientela, facendogli pervenire il denaro frutto dello schema fraudolento attuato.
In tutto, l’inchiesta ha coinvolto dodici persone fisiche:
- tre dei dodici indagati sono accusati di emissione di fatture per operazioni inesistenti attraverso le “società cartiere” MONDOCARNE S.r.l., CARIBIAN PESCA S.r.l.,
PESCADO MEDITERRANEO S.r.l.s., MARIFISH S.r.l., SARDA FISH S.r.l., ITTICA MONZESE S.r.l., BLAU PESCA S.r.l., nonché attraverso L.G. SURGELATI S.r.l., per un
imponibile complessivo pari ad oltre 31.665.000 euro;
- due sono accusati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, per aver utilizzato nelle dichiarazioni IVA della LIGURIA SURGELATI S.r.l. e della Ditta Individuale CASTELLANI MAURO fatture per operazioni inesistenti (per un imponibile complessivo di oltre 3.846.309 euro e un’IVA evasa di € 395.408,00) emesse da
“società cartiere”;
- quattro sono accusati di omesso versamento IVA, per non aver versato l’IVA dovuta in base alle dichiarazioni annuali di quattro “società cartiere” (CARIBIAN PESCA S.r.l., MARIFISH S.r.l., SARDA FISH S.r.l. e BLAU PESCA S.r.l.) per un ammontare complessivo di oltre 1.346.000 euro;
- un indagato è accusato di dichiarazione infedele , per aver indicato nella dichiarazione IVA di una “società cartiera” (MARIFISH S.r.l.) elementi passivi inesistenti per un importo di 387.332 euro;
- tre indagati sono accusati di omessa dichiarazione, per aver omesso di presentare la dichiarazione IVA di una “società cartiera” (ITTICA MONZESE S.r.l.), pur accumulando un debito d’imposta pari a 334.646 euro;
- sei sono accusati di trasferimento fraudolento di valori , per aver fittiziamente attribuito la titolarità di quote del capitale sociale di 10 società con sede in Italia (LIGURIA
SURGELATI S.r.l., LIGURIA SURGELATI TRADING S.a.s., MONDOCARNE S.r.l., CARIBIAN PESCA S.r.l., PESCADO MEDITERRANEO S.r.l.s., MARIFISH S.r.l., SARDA
FISH S.r.l., ITTICA MONZESE S.r.l., BLAU PESCA S.r.l., L.G. SURGELATI S.r.l.), di 2 società con sede in Spagna (PESCADOS Y MARISCOS ITALIANNA S.L. e GRUPO
ALIMENTARIO BRUNO & VETRANO S.L.) e di 3 società con sede in Portogallo (COLOSSATLANTICO UNIPESSOAL L.d.a., ATLASMIRANTE L.d.a., ALBATROSS DUNE
UNIPESSOAL L.d.a.) a soggetti compiacenti, al fine di dissimularne la reale riconducibilità all’indagato VETRANO Salvatore;
- tre indagati sono accusati di autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.), per aver impiegato e trasferito in attività economiche e imprenditoriali somme di denaro (oltre 156 mila euro) costituenti il profitto dei reati di trasferimento fraudolento di valori, emissione di fatture per operazioni inesistenti,
omesso versamento dell’IVA e omessa presentazione della dichiarazione IVA.
Le indagini hanno consentito di ricostruire lo schema della frode fiscale perpetrata, che si è basato sulla contemporanea operatività di società estere con sede in Spagna e Portogallo (cd. “conduit company”) e di “società cartiere” italiane (cd. “missing trader”), prive di qualsiasi struttura o mezzo per l’esercizio di un’effettiva attività commerciale.
In sintesi, le società iberiche risultano aver effettuato forniture intra-UE, dunque non imponibili ai fini IVA, di prodotti ittici surgelati nei confronti delle “società cartiere” italiane, fittiziamente interposte nella transazione, le quali a loro volta cedevano solo cartolarmente i prodotti ittici a clienti nazionali applicando l’aliquota I.V.A. del 10%.
Il cliente finale italiano ha conseguentemente acquistato i prodotti con applicazione dell’Imposta, maturando un credito I.V.A. che non avrebbe maturato in assenza dell’interposizione della “società cartiera” italiana, la quale non versava alcuna imposta all’Erario e dopo un breve periodo di attività cessava di esistere per essere rimpiazzata da una nuova società schermo.

Il profitto delle frodi tributarie è stato reimpiegato nella costituzione in Spagna di società ad hoc.
I Mandati di Arresto Europeo nei confronti di VETRANO Salvatore e BRUNO Anna (stabilitisi in Spagna) e gli Ordini Europei di Indagine emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova al fine di procedere alla perquisizione dei luoghi nella loro disponibilità, sono stati eseguiti a Barcellona da personale della Divisió d'Investigació Criminal de Mossos d'Esquadra, con il supporto del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Genova ed il coordinamento del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, ed a Vigo da personale dalla Policia Nacional - Unidad de Delincuencia Económica y Fiscal.
Nei confronti di 8 indagati il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e beni per un importo complessivo di oltre € 3 milioni di euro, corrispondente al profitto delle attività illecite poste in essere.
I sequestri, che interessano il territorio italiano, il territorio spagnolo e quello portoghese, riguardano:
- 100 rapporti finanziari, di cui 54 ubicati in Italia, 26 in Spagna e 20 in Portogallo;
- quote del capitale sociale di 15 società, di cui 7 con sede in Italia (LIGURIA SURGELATI S.r.l., LIGURIA SURGELATI TRADING S.a.s., SVELIG S.r.l., ITTICA MONZESE S.r.l., CARIBIAN PESCA S.r.l., L.G. SURGELATI S.r.l., BLAU PESCA S.r.l.), 4 con sede in Spagna (INMOBILIARIA BRUVET S.L., PESCA TRADING SPAIN S.L., PESCADOS Y MARISCOS ITALIANNA S.L. e GRUPO ALIMENTARIO BRUNO & VETRANO S.L.) e 4 con sede in Portogallo (PESCADOS SALFABI UNIPESSOAL L.d.a, COLOSSATLANTICO UNIPESSOAL L.d.a., ESPIRAL SELETIVA L.d.a. e ALBATROSS DUNE UNIPESSOAL L.d.a);
- 2 società di Genova con relativo compendio aziendale (LIGURIA SURGELATI S.r.l. e LIGURIA SURGELATI TRADING S.r.l.);
- 9 immobili situati nelle provincie di Genova, Palermo e Cuneo.
Al fine di dare corso alle attività di sequestro dei rapporti finanziari e delle società in Spagna ed in Portogallo, sono stati emessi Certificati di Congelamento ai sensi del Regolamento (UE) 2018/1805 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea, che disciplina il riconoscimento e l’esecuzione negli Stati membri dell’UE dei provvedimenti di congelamento e di confisca emessi da un altro Stato membro nel quadro di un procedimento in materia penale.
Contestualmente alle misure cautelari personali e reali, la Guardia di Finanza di Genova, con l’ausilio dello S.C.I.C.O. e dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, Milano, Torino, Cuneo, Siracusa, Napoli e Venezia sta procedendo a perquisizioni delegate dalla D.D.A.A. ligure a Genova, Palermo e provincia, Milano, Torino, Cuneo, Siracusa e nelle provincie di Napoli e Venezia.

È altresì in corso di esecuzione in Spagna un Ordine Europeo di Indagine emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, al fine di procedere a perquisizione presso i luoghi nella disponibilità degli indagati nel paese berico.

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Questo è un articolo pubblicato il 22-02-2024 alle 10:30 sul giornale del 23 febbraio 2024 - 68 letture






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